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Svelate le dediche delle Giostre 2020: Istituto Thevenin e Arturo Benedetti Michelangeli

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Istituto Thevenin e Arturo Benedetti Michelangeli: Svelate le dediche delle giostre 2020

Assegnato il premio alla carriera ad Edo Bonucci e le targhe alla memoria ai familiari di Eros Ricciarini e Vittorio Dini. Porta Sant’Andrea vincitore del “Premio Fulvio Tuluidi settembre

Questa mattina si è svolta la ventiseiesima edizione della cerimonia di premiazione dei giostratori. Nel Chiostro di Palazzo Comunale il sindaco Alessandro Ghinelli e il vice sindaco con delega alla Giostra Gianfrancesco Gamurrini hanno premiato i giostratori protagonisti delle due edizioni della Giostra del Saracino e delle Prove Generali del 2019, alla presenza dei rettori dei quartieri.

La solenne cerimonia ha visto anche consegnare i premi alla memoria e alla carriera ed è stata l’occasione per annunciare il vincitore del Premio “Fulvio Tului”, giunto alla sesta edizione e consegnato dal sindaco Ghinelli al quartiere che ha sfilato meglio nelle edizioni 2019 della Giostra del Saracino: il premio, che per l’edizione di giugno non è stato assegnato in quanto il maltempo ha annullato la sfilata, per l’edizione di settembre è stato vinto dal quartiere di Porta Sant’Andrea.

Il riconoscimento alla carriera è​ stato attribuito ad Edo Bonucci, per la sua vita spesa al servizio della musica e della Giostra del Saracino facendo parte prima del Gruppo Musici e poi degli Sbandieratori. A lui si deve l’arrangiamento dell’Inno della Giostra del Saracino così come lo si ascolta oggi in Piazza Grande.

Cresciuto con la passione della Giostra – recita la motivazione con cui è stato assegnato il premio -trasmessa fin da piccolo dagli zii Giuseppe e Pietro Mencaroni  che cantavano nel coro che eseguiva l’Inno della Giostra in Piazza Grande dalla costituzione del Gruppo Musici fino alla morte di William Monci, all’età di 16 anni è entrato a far parte del Gruppo Musici passando poi agli Sbandieratori negli anni Settanta. Nel 1985 riuscì a recuperare la registrazione in cassetta dell’Inno del Saracino dal figlio di William Monci con l’intenzione di riproporlo per la Giostra del Saracino. Ne scrisse lo spartito così come lo ricordava da quando, bambino, lo cantava con gli zii, e insieme al violinista Mario Martini e al tamburino Angelo Luttini ne realizzò l’arrangiamento. Il nuovo Inno della Giostra fu eseguito per la prima volta in Piazza Grande per l’edizione della Giostra di settembre 1987 dai Musici degli Sbandieratori. Dall’anno successivo, così come avviene ancora oggi, viene eseguito insieme dai Musici degli Sbandieratori e dal Gruppo Musici della Giostra del Saracino”.

Le targhe alla memoria sono state invece consegnate ai familiari di Eros Ricciarini, storico tamburino e vice presidente del Gruppo Musici e del professore Vittorio Dini primo direttore tecnico degli Sbandieratori. A loro saranno dedicate rispettivamente le edizioni di giugno e di settembre della Prova Generale.

Eros Ricciarini (27.7.1959 – 08.06.2005)

Storico “tamburo” del Gruppo Musici della Giostra del Saracino vi entra a far parte nel 1976 seguendo le orme del padre Otello, già chiarina nel 1955, anno  di costituzione del gruppo. Dagli anni 70 è stato uno dei più convinti ed attivi sostenitori del Gruppo Musici del quale ha ricoperto anche la carica di vice presidente. Eros Ricciarini ha continuato negli anni ad insegnare le musiche della Giostra alle giovani leve con grande professionalità ed altrettanta umiltà, trasmettendo grande passione ed amore per la Giostra del Saracino. Un ricordo indelebile quello che ha lasciato all’interno dell’associazione che nel 2005, anno della sua prematura scomparsa, ha istituito il Premio “Eros Ricciarini” assegnato ad ogni edizione ad un musico che si è particolarmente distinto per impegno e dedizione. Un modo per tenere viva la memoria dello storico tamburino tramandando l’amore e la passione per la musica che ha contraddistinto tutta la sua vita.

 

Vittorio Dini (12.7.1925 – 26.07.2018)

Primo Direttore Tecnico degli Sbandieratori, Sbandieratore d’Onore dal 1964, è stato anima e storia dell’ Associazione. Docente universitario, ha sempre amato stare in mezzo ai giovani e condividere con loro il suo sapere. Chiamato fin da subito a dirigere l’associazione dal fondatore Alberto Mario Droandi assieme a Florido Magrini, studiò e sviluppò l’antica tecnica del “maneggiar l’insegna” e condusse ai massimi livelli tecnico coreografici e ai più alti riconoscimenti planetari la scuola aretina dello sbandieramento. Una passione, questa, trasmessa anche ai figli. Scomparso nel 2018, con lui l’Associazione Sbandieratori ha perso un punto di riferimento della sua storia e della sua memoria. Il mondo della Giostra lo ricorda durante la sua ultima apparizione sulla lizza a braccia aperte quasi a voler abbracciare tutti i presenti.

Annunciate anche le dediche delle Lance d’Oro che i quartieri si contenderanno in piazza Grande in occasione delle due edizioni 2020 del Saracino.

La Giostra di San Donato, sabato 20 giugno, sarà dedicata all’Istituto Thevenin nella ricorrenza dei 150 anni della sua fondazione.

La nascita dell’Istituto Thevenin affonda le Radici nella storia degli Asili Infantili della città, istituti nel 1849 con la costituzione del “Comitato di carità” presieduto da Francesco Aliotti e affidato, nella gestione, alla  congregazione religiosa delle Figlie della Carità che negli anni successivi prestarono la loro opera educativa occupandosi anche di orfane bisognose di soccorso. Nel 1870 suor Gabriella Thevenin si fece promotrice, donando tutti i suoi averi, della realizzazione del primo orfanotrofio di Arezzo che assunse il suo nome dopo la morte. L’opera trovò spazio dapprima nei locali dell’Aliotti e dopo, a partire dal 1928, in via Sassoverde, dove si trova ancora oggi. La missione di Casa Thevenin è cambiata negli anni rimanendo però fedele allo spirito di servizio espresso dalla sua fondatrice. L’Istituto non si occupa più di orfanelle ma cerca di dare risposta alle necessità di oggi accogliendo mamme con bambini in situazione di disagio e minori che necessitano di un momentaneo supporto educativo.

La Giostra della Madonna del Conforto, domenica 6 settembre, sarà dedicata al maestro Arturo Benedetti Michelangeli (Brescia, 5 gennaio 1920 – Lugano, 12 giugno 1995) nel primo centenario della nascita.

Arturo Benedetti Michelangeli è stato uno dei più grandi interpreti del pianoforte del Novecento e nel 1953 fu tra i fondatori, ad Arezzo, del Concorso Polifonico Internazionale. Diplomato nel 1934 al Conservatorio di Milano, vinse il primo premio assoluto al concorso internazionale di Ginevra. Iniziò allora un’intensa attività concertistica che lo condusse, passata la guerra, in tutti i continenti. Impostò tutta la sua attività artistica sulla ricerca della perfezione, soprattutto dal punto di vista del timbro e della tecnica del suono. Svolse anche una notevole attività didattica nei Conservatori di Bologna, Venezia e Bolzano, nonché come titolare di corsi di perfezionamento ad Arezzo, Torino, Siena e Lugano. Particolarmente intensa la sua attività in città tra il 1952-1962 culminata proprio con la nascita del Concorso Polifonico.

Conclusa la premiazione dei giostratori, omaggiati con pergamene e medaglie realizzate sulle cere cesellate da Lamberto Parigi  e che riprendono il tema della dedica di ogni edizione della Giostra, i Musici hanno eseguito l’Inno del Saracino.

Al termine dell’esibizione sono stati esposti i tabelloni con i punteggi marcati dai giostratori che hanno sfidato il Re delle Indie nelle due edizioni del Saracino dello scorso anno.

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