I Protagonisti

I Musici

Il Gruppo Musici della Giostra del Saracino si costituisce come associazione autonoma nel 1955 nell’ambito proprio della rievocazione storica aretina.
La schiera dei musicanti è costituita da undici tamburi e trentatre chiarine, i suoi componenti indossano costumi del XIV secolo e sono preceduti da un vessillo.
Il Gruppo Musici porta alto il nome di Arezzo sia in Italia che all’estero, partecipando a manifestazioni storiche, culturali e folkloristiche.
Gli squilli delle chiarine e il rullo dei tamburi sono frutto di un attento studio della cultura del basso Medioevo, epoca di giostre e tornei cavallereschi.
L’Associazione vanta un repertorio di diversi motivi di ispirazione trecentesca, una particolarità del gruppo è quella di cambiare agevolmente formazione e ritmo di marcia, passaggio che risulta particolarmente spettacolare. Avvincente anche il momento in cui i tamburi effettuano giochi che ricordano lo scoppiettare dei fuochi d’artificio.
Il Gruppo Musici, insieme alle rappresentanze comunali, Valletti, Fanti, Araldo, Maestro di Campo, Vice-Maestro di Campo, Gonfalone del Comune, apre il corteo storico, introduce la voce dell’Araldo, accompagna l’ingresso in piazza delle autorità e dei Quartieri, segna le fasi salienti della manifestazione ed esegue l’Inno del Saracino “Terra d’Arezzo”.

CARICHE SOCIALI

Presidente : Mario Nocentini
Vice Presidente : Mauro Nappini
Cassiere : Adriano Checcacci
Provveditore : Andrea Milesi
Segretario : Pasquale Pericoli
Consigliere : Claudio Storri
Addetti al Tesseramento: Samuele Dini e Paolo Lazzeri
Responsabile delle chiarine e sito internet : Enrico Lazzeri
Responsabili dei tamburi : Adriano Checcacci e Andrea Milesi
Responsabile attività : Paolo Ermini

INFO

Sito internet : www.gruppomusici.it
Informazioni generali : info@gruppomusici.it
Facebookwww.facebook.com/gruppomusiciarezzo

Gli Sbandieratori

L’Associazione Sbandieratori di Arezzo si organizza in forma autonoma nel 1960, tuttavia gli Sbandieratori hanno partecipato alla Giostra del Saracino dalla prima edizione del 1931, vestendo il ruolo di alfieri porta-bandiera dei 4 Quartieri cittadini.
Gli Sbandieratori costituiscono uno spettacolare gruppo folkloristico, con le loro bandiere e i loro costumi tradizionali ispirati ai dipinti di Piero della Francesca, portano alto in tutto il mondo il nome di Arezzo e della Giostra del Saracino, mostrando alle folle entusiaste il fascino dell’antica arte di “maneggiar l’insegna”.
L’Esibizione degli Sbandieratori apre il sipario sulla piazza ad ogni edizione della Giostra del Saracino con un repertorio di azioni ed esercizi sempre nuovo, il susseguirsi di figure di sbandieramento singolo e a coppie culmina nel fiore all’occhiello dell’Associazione, l’imitatissima “Schermaglia”, ideata ne 1962 come metaforico duello tra il bene e il male.
La bandiera, emblema del gruppo, simbolo di appartenenza ai 39 comuni della provincia di Arezzo, ci racconta vari aspetti dell’antica tradizione medievale, quando le bandiere si agitavano in segno di giubilo nelle occasioni solenni, durante le feste religiose e le visite di ospiti illustri, per accogliere l’esercito vittorioso o per festeggiare una pace. Ma l’insegna era anche un simbolo bellico, punto di riferimento per le truppe sul campo di battaglia, allegoria di sconfitta e disonore se confiscata dal nemico, segnale visivo di pericolo o di strategie di guerra.
Lo sventolare appassionato delle bandiere è incitato dal solenne rullare dei tamburi e dal giocoso squillare delle chiarine, in un inconfondibile connubio che garantisce quella spettacolarità tipica e quel clima speciale, frutto di una costante preparazione coreografica e atletica, sempre alla ricerca di un costante rinnovamento.
Oggi l’Associazione dispone di un organico di circa 60 alfieri e 20 tra tamburi e chiarine e, con oltre 1500 esibizioni, porta con onore il nome di Arezzo e della sua Giostra del Saracino in Italia e nel mondo.

CARICHE SOCIALI PER IL TRIENNIO 2016-2019

Presidente : Giovanni Bonacci
Vice Presidente : Giacomo Romanelli
Direttore Tecnico : Stefano Giorgini
Segretario : Pierfrancesco Pedone
Sviluppo e promozione : Mario Boncompagni
Tesoriere : Carlo Lobina
Addetto Stampa : Romano Junior Vestrini
Rapporti con i soci e tesseramento : Marco Donati
Attività sociale : Francesco Ricciarini
Magazziniere : Jacopo Nardoianni
Media e sistemi informativi : Daniele Serboli

INFO

Indirizzo : Piazzetta del praticino n°7, Arezzo TEL/FAX SEDE +39 0575 21857
Sito internet : www.sbandieratori.arezzo.it
Informazioni generali : info@sbandieratori.arezzo.it
Informazioni esibizioni : show@sbandieratori.arezzo.it
Pagina Facebook : www.facebook.com/sbandieratori.arezzo
Canale Youtube : www.youtube.com/user/SbandieratoriArezzo

Signa Arretii

L’ Associazione ” SIGNA ARRETII” (Insegne di Arezzo) dopo un percorso di crescita di circa dieci anni, si costituisce ufficialmente nel 2007. Ne fanno parte le figure dei Valletti, Vessilliferi e Fanti , in qualità di Rappresentativa Comunale, anche al di fuori del contesto giostresco, ruolo in questi anni svolto in più occasioni in Italia ed all’estero, portando in giro per il mondo il motto ” UBI NOS ARRETIUM EST” (dove siamo noi è Arezzo). Durante tutto l’arco dell’anno l’Associazione è impegnata nello svolgere compiti di rappresentanza quali la partecipazione, su invito del Comune di Arezzo o di altri Enti, a manifestazioni storiche, civili o religiose, organizzate in ambito nazionale ed internazionale e la presenza a tutte le manifestazioni collaterali della Giostra del Saracino. I componenti di Signa Arretii sono chiamati allo svolgimento di ruoli importanti in Giostra: i Fanti, durante il corteo, scortano la Lancia d’Oro e in Piazza Grande presidiano gli ultimi metri della lizza, i Valletti sono i custodi del trofeo e lo recano in piazza, i Vessilliferi sfilano con gli antichi emblemi della città di Arezzo, il Gonfalone del Comune e le insegne della parte Guelfa, parte Ghibellina, della Nobiltà e del Popolo.
Il nome dell’Associazione trae spunto dalla presenza in essa di tutti i simboli di Arezzo, da quelli storicamente più antichi a quelli più moderni dei Quartieri della Giostra del Saracino rappresentati nei costumi dei Valletti.
L’ Associazione fa riferimento allo Statuto di Arezzo del 1327, dove sono menzionati i Fanti come compagine di controllo all’interno e nelle immediate vicinanze della città, anche con ruoli di supporto all’attività dei funzionari comunali (Balitori) e si propone, con iniziative volte a mantenere vivo il sentimento di appartenenza alla nostra città e alla sua storia, di costituire un gruppo filologicamente aderente al periodo che va dalla battaglia di Campaldino (1289) alla morte del Vescovo Tarlati (1327).Ogni 11 Giugno si commemora la morte di Guglielmino degli Ubertini, comandante delle Fanterie Aretine a Campaldino, con una cerimonia nella Cattedrale di Arezzo ed una presenza al Cantone di Arezzo in Firenze, dove furono sepolti i prigionieri aretini morti nelle prigioni fiorentine.

 

Figure dell’Associazione
  • Sergente: E’ una Autorità della Giostra ed è nominato dalla Magistratura della Giostra del Saracino. Agli ordini del Maestro di Campo comanda i Fanti del Comune ed è responsabile del loro comportamento, garantendo la scrupolosa attuazione dei compiti loro assegnati.
  • Fanti del Comune: Compagine neutrale rappresentante la Città di Arezzo, agli ordini del Sergente mantengono l’ordine in campo attenendosi ai compiti stabiliti dal Regolamento della Giostra ed alle eventuali disposizioni del Maestro di Campo.
  • Valletti del Comune: Sono i custodi del Trofeo della Giostra, la Lancia d’Oro,che durante la manifestazione hanno il compito di portare in Corteo e in Piazza Grande.
  • Vessilliferi: Recano in Corteo i Vessilli con gli antichi Stemmi della Città di Arezzo (il cavallo inalberato) , del Comune (bipartito di verde e di rosso) , del popolo di Arezzo (croce d’oro in campo  rosso) , della Parte Ghibellina (aquila nera in campo giallo) , della Parte Guelfa (gigli in campo azzurro).

CARICHE SOCIALI

Presidente: Stefano Giustini
Vice-Presidente: Luca Bizzarri
Segretario: Daniele Baldi
Tesoriere e Sergente dei Fanti: Raffaele Marcantoni
Provveditore: Francesco Stocchi
Consigliere: Bartolini Saverio
Consigliere e Archivista: Succhielli Simone

L’Araldo

È la voce della Giostra del Saracino. L’araldo annuncia tutte le fasi salienti della manifestazione. Durante il corteo storico legge il Bando per le strade della città e durante l’incedere degli armati sulla lizza chiama al campo tutte le rappresentanze giostresche. In Piazza Grande l’araldo recita la Disfida di Buratto al termine dello schieramento degli armati ed è lui che con particolare timbro di voce annuncia il succedersi dei giostratori sulla lizza. A gran voce e con una singolare capacità di anticipare la gioia o il dolore dei quartieristi, annuncia i punteggi conseguiti da ciascun giostratore nell’impatto contro il Buratto. In Piazza Grande comunica ogni altra disposizione impartita dal Maestro di Campo, dalla Magistratura o dalla Giuria.

Il Buratto e i Famigli

Il Buratto è il simulacro del Re delle Indie contro il quale lancia in resta i giostratori sferrano i colpi. Sul braccio sinistro ha uno scudo su cui è inserita la targa da colpire i cui punteggi variano da 1 a 5 mentre sul braccio destro è armato di flagello: il mazzafrusto composto di 3 palle di cuoio del peso di 250 grammi ciascuna sostenute da corde lunghe rispettivamente 101, 103 e 105 centimetri. Le palle sono in cuoio e prima di ogni carriera, i famigli provvedono a cospargerle con la polvere nera utile a lasciare un’impronta sulle spalle del giostratore qualora il Buratto riesca a colpire il giostratore. È infatti attraverso il mazzafrusto che l’automa si difende dall’attacco del giostratore.

A prendersi cura del Re delle Indie sono i due famigli saraceni con indosso i variopinti abiti musulmani. Il giorno della Giostra sono loro a caricarlo e ad inserire il tabellone sullo scudo mentre il giostratore si reca al pozzo per disputare la carriera. E subito dopo l’impatto di gran corsa i famigli ritirano il tabellone per consegnarlo alla giuria incaricata di esaminare il punteggio marcato sulla targa.
Targa, che è divisa in 10 settori, corrispondenti ad un punteggio variabile da 1 a 5 con al centro un cerchio rosso che rappresenta il miglior punteggio realizzabile dal giostratore che al galoppo colpisce il tabellone con la lancia da giostra, una lancia realizzata in legno di douglas, lunga 3 metri e 55 centimetri e pesante 4 chili e 200 grammi. È questa l’arma, perfettamente bilanciata all’inizio dell’elsa e munita di un puntale di gomma centrato sulla ghiera metallica che riveste la punta con la quale i giostratori infieriscono sull’automa.

Il Cancelliere

È la penna che registra ogni fase della storica rievocazione. Il Cancelliere annota tutti i dati della rievocazione storica aretina nel “Libro della Giostra”. Sovrintende al sorteggio delle lance da giostra in occasione della cerimonia dell’estrazione delle carriere; appunta le generalità dei giostratori e dei cavalli in occasione della bollatura dei cavalli e della cerimonia di investitura dei giostratori. Il giorno della giostra, in piazza Grande verbalizza sullo storico tomo il verdetto della giuria al termine di ogni carriera. Archiviando di edizione in edizione tutto ciò che finirà per essere tramandato ai posteri attraverso la sua grafia.

Il Coordinatore di Regia

Il coordinatore di Regia è responsabile dell’esecuzione fedele dei palinsesti riguardanti la Giostra del Saracino e di tutte le altre cerimonie collaterali. Coordina gli aiuto registi dei quartieri e vigila sul comportamento dei figuranti che partecipano alla sfilata. Il coordinatore segue il “canovaccio” di regia delineato nel 1961 dal regista Fulvio Tului.

La Giuria

I punteggi realizzati da ciascun giostratore al termine di ogni carriera sono determinati da una giuria composta da 5 giudici che offrono nell’esercizio della loro delicata funzione, ampie garanzie di competenza, di assoluta imparzialità e di indipendenza di giudizio. La giuria è nominata dalla Magistratura della Giostra.

È ai giudici e al loro insindacabile giudizio che spetta il compito di assegnare il punteggio, dopo aver esaminato il tabellone. Al termine della Giostra del Saracino le targhe del punteggio vengono sigillate per poi essere rese note l’anno successivo con l’inaugurazione dell’anno giostresco. Le decisioni della giuria sono inappellabili. Un esperto è stato affiancato alla giuria per presenziare le operazioni di misurazione del punteggio.

Il Maestro di Campo e il suo Vice

Il Maestro di campo è la più alta autorità in campo. Comanda gli armati, dispone i figuranti dei quartieri, e sovrintende, con pieni poteri, allo svolgimento di tutte le fasi della Giostra del Saracino. A lui compete decidere se una carriera è abbastanza veloce o se deve essere ripetuta perché disturbata. Ha il potere di allontanare dalla piazza i figuranti indisciplinati. È il giudice unico di tutte le questioni tecniche inerenti lo svolgimento della Giostra del Saracino e le sue decisioni sono inappellabili. Il Maestro di Campo deve essere espressione di rettitudine e imparzialità. In tutte le sue funzioni è coadiuvato da due aiutanti di campo, di cui uno a cavallo, il quale assumerà la carica di Maestro di Campo Vicario.

La Magistratura

La Magistratura è composta da nove magistrati. È il principale organo giudicante della Giostra del Saracino. I Magistrati sono nominati dal Consiglio Comunale, tra le persone che offrano nello svolgimento della loro funzione, ampie garanzie di competenza in materia di equilibrio, di assoluta imparzialità ed indipendenza di giudizio.

Ad uno dei componenti è conferita, con elezione diretta, la carica di Primo Magistrato. Nell’esercizio delle sue funzioni, ciascun magistrato gode di piena libertà ed indipendenza di giudizio e non è vincolato da alcun rapporto di rappresentanza. Nominata dal Consiglio Comunale, la Magistrature deriva dal medesimo autorità e prestigio. Autonoma ed indipendente nello svolgimento delle sue prerogative, esercita collegialmente i poteri e assieme agli altri organi della Giostra concorre alla realizzazione della manifestazione. La Magistratura ha il compito di nominare il Maestro di Campo ed i suoi aiutanti, l’Araldo, il cancelliere, i famigli saraceni, ed il Sergente dei Fanti del Comune tra persone che offrano, nell’esercizio della loro funzione, ampie garanzie di competenza, di efficienza e di imparzialità.

I Quartieri

Dagli Statuti del 1327 emerge che la città era divisa in 4 quartieri, il cui nome derivava dalle maggiori porte della cinta muraria: Quartiere di Porta Crucifera, Quartiere di Porta Sant’Andrea, Quartiere di Porta del Foro e Quartiere di Porta Burgi (il cui territorio corrisponde a quello dell’attuale Porta Santo Spirito, e non dell’omonimo quintiere che prenderà parte alla sola edizione del 1931), che avevano giurisdizione anche oltre le mura cittadine, su di un territorio diviso in tre fasce concentriche.

Porta Crucifera aveva giurisdizione sull’alta valle del Tevere. Porta Sant’Andrea aveva competenza sulla fascia dal cortonese fino alle pendici meridionali dell’Alpe di Catenaia, delimitata nel suo lato a sud-ovest dalle paludi della Chiana. Porta del Foro aveva sfera d’azione sul Casentino e sulla quella Valdambra a destra dell’Arno. Porta Burgi infine aveva capitolo sul Piano d’Arezzo, quindi la Valdichiana oltre le paludi da Civitella a Foiano e la Valdambra a sinistra dell’Arno.

Nella loro porzione di territorio le quattro porte avevano potestà in materia civile, di giustizia e di pagamento dei dazi.

I Cavalieri

I cavalieri protagonisti della Giostra sono i giostratori dei Quartieri, che si succedono nella sfida contro Buratto Re delle Indie a colpi di lancia, ma non sono gli unici: il corteo storico infatti vede sfilare anche gli emblemi e i cavalieri delle famiglie nobili della città e del contado, che risiedevano nel territorio dei quartieri e detenevano peso politico e militare prima dell’ascesa del libero Comune.

Porta Crucifera: Bacci, Bostoli, Brandaglia, Pescioni, nobili della Faggiuola e Conti di Montedoglio.

Porta Sant’Andrea: Conti di Bivignano, Guillichini, Lambardi da Mammi , Testi, Barbolani Conti di Montauto e Marchesi Bourbon del Monte Santa Maria.

Porta del Foro: Grinfi di Catenaia, Sassoli, Tarlati di Pietramala, Ubertini , Conti Guidi di Romena e Cattani della Chiassa.

Porta Santo Spirito: Albergotti, Azzi, Camaiani, Guasconi , Pazzi del Valdarno e Tolomei del Calcione.

I Cavalli

La cura dei cavalli è la testimonianza di quanto al mondo della Giostra stia a cuore la salute degli animali.

I risultati analitici delle analisi svolte su tutti i campioni biologici prelevati ai cavalli durante le varie edizioni della Giostra del Saracino confermano il rispetto della salute e del benessere del cavallo. Negativo infatti l’esito sui prelievi effettuati ai cavalli al termine delle edizioni passate: è la conferma della serietà dei giostratori e della professionalità di chi segue costantemente i cavalli prendendosi cura del loro benessere. La Giostra del Saracino con l’adozione del protocollo sulla “Tutela e benessere del cavallo” ha oramai condiviso ogni misura necessaria.

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