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Mostra di pittura dal titolo “Studio sulla Battaglia di Campaldino, incontro tra due pittori”

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In occasione della Fiera Antiquaria di questo mese, l’Associazione Signa Arretii promuove, in collaborazione con i pittori aretini Luca Ferrotti e Daniele Locci, una mostra delle loro opere dal titolo:” Studio sulla Battaglia di Campaldino, incontro tra due pittori“, nella quale i due artisti esprimono attraverso i loro dipinti, la personale visione del combattimento avvenuto l’11 giugno 1289.

Un’iniziativa di alto interesse, dove poter apprezzare sensibilità artistiche notevolmente differenti che affrontano un tema che, anche a distanza di secoli, tocca nel profondo tutti gli Aretini. La mostra, allestita nell’Atrio d’Onore del Palazzo della Provincia in via Ricasoli, sarà aperta dalle 9,30 alle 20 nei giorni 3-4-5 luglio con ingresso libero.

 

Note biografiche

Luca Ferrotti: nato ad Arezzo nel 1966, figlio d’arte, cresciuto in ambiente di artisti orafi aretini fin da ragazzo studia l’arte del gioiello appassionandosi poi per tutte le forme d’arte e specializzandosi in seguito nella pittura di paesaggi intorno agli inizi degli anni novanta. Maturando sviluppa anche un forte interesse per la pittura ‘bellica’ dipingendo quadri di carattere storico soggetti tipicamente medievali (battaglie, uniformi, araldica e soggetti di ispirazione fiamminga) tanto da essere conosciuto come il “pittore delle battaglie”. Ha lavorato lunghi anni per gli Stati Uniti dove nel 2002 vi ha soggiornato lavorando come artista in una vineria a Napa Valley (San Francisco, California).

Daniele Locci: nasce ad Orbetello (Grosseto) nel 1959. Fino all’età di 27 anni viaggia attraverso l’Italia e l’Europa immagazzinando una serie di esperienze e di immagini che caratterizzano la sua produzione artistica. Dal 1987 vive e lavora ad Arezzo.La sua pittura è un figurativo classico che riprende la grande tradizione della pittura toscana. Lui la definisce, “un naif molto personale”. Di fronte alle sue grandi composizioni e alla forza che il suo colore esprime dalla tela, si trova in lui una grande originalità e particolarità. La fonte ispirativa è la sua fantasia, le visioni e i ricordi personali dell’adolescenza.

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